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giovedì 26 luglio 2012

Un'uscita improvvisata

La mia prima uscita in bici è datata Venerdì 20 Luglio 2012; se la memoria non mi inganna, non pedalavo da quasi due anni. A tenermi lontano dalle due ruote è stata la cattiva forma fisica, dovuta alla sedentarietà, e l'incubo del dolore al soprasella.
Questa volta sapevo di avere una forma fisica migliore, ma per il dolore, potevo solo sperare che questo non si presentasse.

Il mio equipaggiamento era, in quel momento, incompleto: un pantaloncino, una maglietta (non specifici nè per la corsa nè per la bici), scarpe da corsa, una mountain bike, una macchina fotografica e il mio telefono cellulare munito di fotocamera e di una app che memorizza tutte le informazioni sulle sessioni di allenamento.


Appena pronto, sono partito, la prima tappa era la strada dove di solito corro, Google Maps la chiama Strada Vicinale del Lagno (io pensavo non ce lo avesse, essendo che fin poco fa non esisteva sulle mappe). Prima di iniziare volevo salutare alcuni amici; una volta fatto, sono partito, senza una meta chiara, per cui ho un po' improvvisato.

Appena immesso nella viabilità ordinaria, mi sono diretto verso il centro di Calvizzano; giunto al Municipio, ho svoltato a destra, in direzione via Sandro Pertini e l'ho percorsa finchè non sono giunto all'incrocio con via Aldo Moro. Ho svoltato a sinistra e la strada ha iniziato  lievemente a salire: ho messo rapporti più agili e non ho forzato l'andatura. Dopo aver percorso tutta la strada, ho girato a destra e mi sono immesso in via della Resistenza. La strada adesso scendeva, per cui ho toccato discrete velocità; la mia paura più grande era quella di essere scaraventato a terra da un'auto che usciva da un accesso privato o un parcheggio. Pur correndo qualche rischio, sono riuscito ad arrivare all'incrocio dopo il quale inizia il comune di Qualiano.

Appena superato, però, vengo immediatamente trattato come un corpo estraneo alla strada. Alcuni ragazzi su un motorino mi hanno dedicato dei versi strani, simili a dei nitriti (mah !). Giunto a piazza Kennedy, ho svoltato a sinistra in via Campana e arrivo al ponte di Surriento.



Il ponte è abbastanza stretto, ci passa giusto un'automobile alla volta per senso di marcia, ma è molto trafficato; quella sera, infatti ho trovato alcune auto incolonnate.
Ho deciso,perciò, di fare una pausa in uno spazio antecedente al ponte, dove è posta una lapide marmorea a testimonianza dell'opera realizzata.






Immagine presa dal sito web "Museo diffuso"




Il ponte fu costruito su ordine di Ferdinando II delle Due Sicilie nel 1850, per meglio collegare l'agro giuglianese col porto di Pozzuoli ed era atto a scavalcare l'alveo dei Camaldoli (al giorno d'oggi per lunghi tratti interrato). E' a tre campate, con archi a tutto sesto, realizzato con blocchi di tufo giallo e trachite.
La lapide marmorea, invece, è incastonata in un blocco di trachite.



Chiusa questa parentesi e liberatasi la strada dal traffico, ho ripreso il mio cammino, lungo via Consolare Campana, in territorio di Villaricca. La strada ha marciapiedi molto larghi, per cui ho proseguito su questi; essendosi fatto buio, preferisco rischiare di meno. Dopo aver compiuto vari slalom fra auto, alberi e persone, mi fermo quasi al termine della strada, sul lato destro (venendo da Qualiano).


Sono rimasto colpito dai colori del tramonto: il cielo era rosso alle spalle delle montagne (suppongo appartenenti al gruppo del Massico, in prossimità dei comuni di Mondragone e Falciano), che grazie a questi giochi di luce erano ancora chiaramente visibili. I tralicci dell'alta tensione danno un tocco di "americano" a questa immagine. 






Poco più avanti, sul lato sinistro, c'è una masseria; Museo Diffuso mi dice che questa si chiama Masseria dei cassieri e che, a differenza di quello che pensavo questa non è abbandonata (nella foto si nota addirittura una luce accesa) ed è abitata da alcuni coloni.
L'edificio purtroppo non è nelle migliori condizioni, ciò nonostante si nota ancora chiaramente la torre colombaria, tipica  delle masserie della zona (come si può notare per esempio nella masseria Casola).




Dopo questa pausa, ho proseguito fino alla cosiddetta rotonda di Maradona, che segna il confine di Villaricca con i comuni di Marano di Napoli e Quarto, e da qui sono ho invertito la marcia e sono tornato verso casa.
Bilancio della prima escursione: percorsi 15km ho capito che devo procurarmi un caschetto e con un pantaloncino con il fondello.









Fonti
  1. Sistema Informativo Territoriale - Museo Diffuso - Ponte Surriento 
  2. Ipotesi storico-urbanistiche sull'origine e lo sviluppo della città di Qualiano - G. Sabbatino
  3. Sistema Informativo Territoriale - Museo Diffuso - Masseria dei Cassieri

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