Qualche settimana vi avevo parlato del Napoli Bike Festival, la prima manifestazione che io ricordi dedicata alla bicicletta e che, mentre vi scrivo, volge al termine con un concerto alimentato dalle pedalate di 128 ciclisti.
Contrariamente ai miei piani, ho partecipato attivamente alla manifestazione una sola mattina, quella di sabato 22 settembre nella quale non ho potuto prendere parte a nessun itinerario, motivo per cui, adesso che iniziano a fioccare foto dalla pagina facebook della manifestazione, le posso solo utilizzar per prendere qualche spunto per itinerari futuri.
Il giorno seguente, il sabato 22, alle 9.00 era in programma l'itinerario per il Vesuvio. Non ho partecipato perchè non penso di avere già la gamba per arrivare in cima (e lo stesso pensavano i miei amici di loro stessi), ma sono andato comunque al villaggio con il mio caro compagno di "mille chilometri" Antonio. Siamo partiti da Villaricca alle 9.30, con un'andatura lenta ed intervallata da parecchie pause per scattare qualche foto. Abbiamo scelto di giungere a Napoli facendo, in linea di massima, la strada del vecchio 160, con qualche piccola variazione; giunti a piazza Dante abbiamo proseguito verso via Roma, piazza del Plebiscito e, finalmente, il lungomare.
Ebbene sì, fino a qualche mese fa, non avrei nemmeno immaginato di muovermi in bici nel centro di Napoli.
Giunti alle 11.00 circa alla villa comunale, ci siamo diretti verso il villaggio: con un po' di sorpresa, abbiamo scoperto che la "base operativa" del festival non occupava molto spazio, perchè vi erano solo una quindicina di stand (divisi fra espositori, associazioni ed organizzazione) e qualche stanza all'interno della Casina Pompeiana. Non so perchè mi aspettavo qualcosa di enorme, ma in effetti, cos'altro doveva esserci?
Girando per i vari stand, non ho potuto fare a meno di notare quanto la mia mountain bike fosse spartana rispetto gli ultimi modelli, la maggior parte dei quali erano biammortizzati, avevano telai con geometria sloping, erano muniti di ruote larghe adattissime agli sterrati e freni a disco. Le bici di oggi sono decisamente cambiate e spero che chi le acquisterà, le utilizzerà a dovere, non limitandosi a spostamenti in città.
Girando per i vari stand, non ho potuto fare a meno di notare quanto la mia mountain bike fosse spartana rispetto gli ultimi modelli, la maggior parte dei quali erano biammortizzati, avevano telai con geometria sloping, erano muniti di ruote larghe adattissime agli sterrati e freni a disco. Le bici di oggi sono decisamente cambiate e spero che chi le acquisterà, le utilizzerà a dovere, non limitandosi a spostamenti in città.
Dovendo tornare a casa per pranzo, a causa di alcuni impegni, abbiamo deciso di pedalare ancora un po' per il lungomare e Mergellina, facendo una sosta al Parco Vergiliano a Piedigrotta, quello delle tombe di Virgilio e Leopardi. Verso le 13.00, infine, ci siamo avviati verso la funicolare di Chiaia che ci ha poi permesso di giungere rapidamente al Vomero e da lì ci siamo diretti verso casa pedalando. Una piccola soddisfazione: da piazza Medaglie d'Oro all'ospedale Cardarelli sono riuscito ad affrontare le salite di via Domenico Fontana e via Bernardo Cavallino senza mettere i piedi a terra (contro ogni aspettativa).
Il pomeriggio il Napoli Bike Festival prevedeva alcuni laboratori circa la meccanica e la manutenzione di una bicicletta e un dibattito dal titolo "Napoli in bici: si può". Non avendo potuto dire la mia alla manifestazione, mi esprimerò qui: sì, si può, ma per parlare veramente di mobilità sostenibile c'è ancora una montagna da scalare. La sola pista ciclabile non è sufficiente, deve essere inserita in un piano integrato, che preveda sistemi di bike sharing e un trasporto pubblico locale efficiente fino in periferia e forti campagne di sensibilizzazione all'utilizzo della bicicletta. Per fare un esempio, se avessi voluto partecipare alla pedalata sotto le stelle prevista per la sera, sarei dovuto tornare a casa con le mie gambe; dopo una giornata in sella ad una bici, non sarebbe stato facile (senza contare i rischi intrinsechi dell'andare in bici di notte).
Fatta la pista ciclabile, ora si lavori ad un progetto integrato che riguardi anche la periferia, altrimenti la questione della mobilità non la si risolve, la si sposta solamente.
Fatta la pista ciclabile, ora si lavori ad un progetto integrato che riguardi anche la periferia, altrimenti la questione della mobilità non la si risolve, la si sposta solamente.
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