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venerdì 3 agosto 2012

La due giorni di Marano (2/2)

Domenica 29 Luglio 2012, è tempo per la seconda e ultima uscita del weekend, i primi giorni della settimana sono sempre dedicati alla corsa; questa volta l'appuntamento è alle 18.30 a Calvizzano, lungo la strada parallela all'Alveo dei Camaldoli (noto a quelli della zona come il Lagno), ancora una volta con Antonio. Ancora intimoriti dalla fatica del giorno precedente decidiamo di seguire un itinerario più semplice, puntando subito verso quella masseria che siamo soliti vedere durante le sessioni di corsa.

Vista della Masseria dal comune di Villaricca
E' situata a Calvizzano, in via Edoardo de Filippo (nota anche come via Commone); la conferma ce la dà Google Maps®, per cui dal vivo non ci resta che trovare come punto di riferimento il pino mediterraneo, che svetta più in alto della restante vegetazione. Individuato l'albero e l'ingresso della tenuta, troviamo la strada sbarrata (come mi aspettavo purtroppo). Per non rischiare di essere colpiti alle gambe dal fucile a pallettoni del bracciante del posto, un po' a malincuore (almeno io, non so se per Antonio è lo stesso) non varchiamo la soglia e tiriamo avanti verso via della Resistenza a Calvizzano.

Giunti nella suddetta strada, decidiamo di andare verso il centro di Marano di Napoli; percorriamo quindi tutta la strada, che nel frattempo cambia più volte nome, fino a giungere al centro storico di Marano e, ancora più avanti, nella zona residenziale. Da qui, decidiamo di compiere una deviazione verso la villa comunale del Ciaurro e quindi dare un'occhiata all'omonimo masuoleo.

Il Mausoleo del Ciaurro è costituito da due livelli, il basamento e il tamburo. Il primo, partendo dal suolo, è a pianta quadrata ed ogni facciata è divisa mediante delle lesene in quattro specchiature, realizzate in opera laterizia; nella parte superiore del basamento, realizzato in opera reticolata, vi sono dei timpani o dei semitimpani posti in cima a ciascuna specchiatura e ancora più in alto vi è un'architrave su cui poggia un fregio e una cornice in cotto.
Il tamburo è circolare, realizzato in opera laterizia e rifinito da cornici sagomate in cotto; la cupola, purtroppo, è stata distrutta dagli agenti atmosferici.

L'interno non è aperto al pubblico, ma è descritto online e da alcuni cartelli sul posto. Appena entrati nel mausoleo da un pianerottolo è possibile salire al livello superiorie o quello inferiore mediante una scala. In quello più basso vi è la camera sepolcrale, voltata a botte, con nicchie semicircolari, nelle quali si aprono delle finestre a bocca di lupo. 
Anche nel piano superiore, vi sono delle nicchie lungo la parete del tamburo, per cui, a giudicare dal numero di nicchie presenti e dalle dimensioni del monumento si suppone che esso fosse destinato ad un intera famiglia.

Il Mausoleo del Ciaurro è stato più volte sepolto, riportato alla luce o destinato a vari usi. Solo negli anni '30 del 1900 l'opera fu definitivamente portata allo scoperto da varie campagne di scavi che si alternarono per circa quarant'anni a lunghi periodi di abbandono; solo negli anni '90, con la costruzione della villa comunale è stato possibile tutelare il monumento.
Dovrebbe essere questo il destino di tutte le opere aventi una valenza storica, culturale o artistica: tutelate a dovere e fruibili dalla comunità.

Dopo un po' di svago e riposo nella villa comunale, io e Antonio ci rimettiamo in marcia e giunti dinanzi al cimitero di Marano, viriamo verso Mugnano di Napoli e, infine, tornati nel territorio di Villaricca, decidiamo di chiudere la sessione dove era cominciata, cioè nei pressi del Lagno. 
La differenza di tragitto e di clima si è sentita e non poco, per cui la due giorni ci ha dato un buon bagaglio di esperienza e ci ha fatto capire dove dobbiamo lavorare, affinchè nessun tragitto sia precluso.

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