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domenica 19 agosto 2012

Pausa "forzata"

Salve a tutti !!!
Come è possibile immaginare dal titolo del post, ho dovuto mettere da parte la bici per un po' in seguito al contrattempo avvenuto durante l'ultima uscita. 


Sostituita la camera d'aria danneggiata, continuavo ad avere dei problemi alla ruota posteriore, per cui per paura di rimanere nuovamente a piedi non ho più pedalato. Qualche giorno fa, stringendo di più qualche dado e qualche bullone, allargandone altri, la mia due ruote è tornata ad avere condizioni accettabili, per cui a breve tornerò a pedalare e spero di poter fare qualche escursione (o pedalando o sulle mie gambe). 

Non avendo null'altro da aggiungere, vi saluto.

A presto,
Oreste

sabato 11 agosto 2012

Errore da principiante

Domenica 5 agosto 2012. Le prerogative dell'uscita erano le stesse della serata precedente: inizio sessione intorno alle 18.30, breve durata perchè in serata era previsto l'incontro per la medaglia d'oro della squadra maschile del fioretto e la finalissima dei 100 metri piani.

Avevo pensato di percorrere la via Consolare Campana a Villaricca e proseguire verso Licola, lungo via San Nullo: un itinerario pianeggiante o con leggeri dislivelli, molto facile. Giungo a Licola, in prossimità dello svincolo della SS7/IV Domitiana, dove mi fermo un attimo e decido di dirigermi verso casa. Appena invertita la rotta, sento dei sobbalzi nel posteriore e mi accorgo che la ruota si sta sgonfiando: lungo la strada, forse a causa di qualche botta, avevo rimediato una foratura ! 
Avendo stimato tempi e distanze, decido di tornare con le mie gambe e di stringere anche i tempi, in quanto via San Nullo non è né completamente illuminata, né vi è sempre un marciapiede. In virtù di questi ostacoli, devo percorrere alcuni tratti di strada sulla bici, nonostante avessi la ruota bucata.

Giunto a Qualiano, un signore del posto mi offre gentilmente in prestito la sua bici, ma declino l'offerta, in quanto avrei soltanto procrastinato la questione del "portare la bici a casa"; non posso negare che mi piacerebbe poter contare su altri biker e poter condividere informazioni e uscite con loro. Questo vuol dire: vorrei far parte di una squadra? Possibile ...

Bilancio dell'uscita: 10 km percorsi in bici, 7 o 8 km percorsi in maniera "mista" al termine dei quali non ero molto stanco fisicamente, ma avevo speso molte energie nervose. Questa volta ho testato sulla mia pelle che quando si corre per strada, le forature sono dietro l'angolo; se faccio uscite lunghe devo avere sempre a portata di mano almeno qualcosina per manutenere il mio mezzo.

venerdì 10 agosto 2012

Non mettere i piedi a terra !

Ciao a tutti !!
In questo e nel prossimo post non vi mostrerò foto e non vi parlerò di qualche posto nella vicinanza; si tratta sempre di uscite in bici, ma parlerò di risultati ottenuti e di quello che mi è successo.

Sabato 4 agosto 2012. La sera prima avevo giocato a calcio e mi ero addormentato tardi, per cui, la mattina dopo mi sveglio tardi e con le gambe appesantite. Rimando l'uscita al pomeriggio, verso le 18/18.30, sacrificando la durata di questa, ma soprattutto l'itinerario, infatti, scelgo di ripetere parzialmente quello della settimana precedente. 

Mi dirigo verso il Castello Monteleone a Marano, faccio una breve sosta e riparto. Ho intenzione di percorrere tutta via Castel Belvedere e poi via San Rocco, con l'obiettivo di non mettere mai i piedi a terra durante i tratti in salita. Posso dire con soddisfazione di aver raggiunto ciò che mi ero prefissato. Non è che sono migliorato rapidamente in salita o sono più forte fisicamente, semplicemente, avevo ricordato una cosa che Davide Cassani (l'ex ciclista e commentatore tecnico del ciclismo durante le principali competizioni internazionali) disse durante una diretta: in salita i ciclisti quando si alzano sui pedali, mettono un rapporto più duro e quando si risiedono ne usano uno più leggero che permette di mantenere una frequenza di pedalate più elevata. Salire facendo frutto di questo accorgimento, comunque, non è stato facile, perchè il cambio posteriore fa sempre molta fatica a muovere la catena su e giù lungo il pacco pignoni (quando ci riesce), mentre, quando cambio moltiplica mentre sono sui pedali, capita che il movimento centrale si inceppa (e in salita mi capita quasi sempre). Sono ben accette eventuali soluzioni !

Tornando alla mia sessione, una volta percorsa via San Rocco, giungo in prossimità del cimitero di Marano e da lì mi dirigo verso casa, collaudando alcune strade di Mugnano di fattura più recente.
Bilancio dell'uscita: quasi 19 km percorsi, salite percorse senza mettere i piedi a terra.

venerdì 3 agosto 2012

La due giorni di Marano (2/2)

Domenica 29 Luglio 2012, è tempo per la seconda e ultima uscita del weekend, i primi giorni della settimana sono sempre dedicati alla corsa; questa volta l'appuntamento è alle 18.30 a Calvizzano, lungo la strada parallela all'Alveo dei Camaldoli (noto a quelli della zona come il Lagno), ancora una volta con Antonio. Ancora intimoriti dalla fatica del giorno precedente decidiamo di seguire un itinerario più semplice, puntando subito verso quella masseria che siamo soliti vedere durante le sessioni di corsa.

Vista della Masseria dal comune di Villaricca
E' situata a Calvizzano, in via Edoardo de Filippo (nota anche come via Commone); la conferma ce la dà Google Maps®, per cui dal vivo non ci resta che trovare come punto di riferimento il pino mediterraneo, che svetta più in alto della restante vegetazione. Individuato l'albero e l'ingresso della tenuta, troviamo la strada sbarrata (come mi aspettavo purtroppo). Per non rischiare di essere colpiti alle gambe dal fucile a pallettoni del bracciante del posto, un po' a malincuore (almeno io, non so se per Antonio è lo stesso) non varchiamo la soglia e tiriamo avanti verso via della Resistenza a Calvizzano.

Giunti nella suddetta strada, decidiamo di andare verso il centro di Marano di Napoli; percorriamo quindi tutta la strada, che nel frattempo cambia più volte nome, fino a giungere al centro storico di Marano e, ancora più avanti, nella zona residenziale. Da qui, decidiamo di compiere una deviazione verso la villa comunale del Ciaurro e quindi dare un'occhiata all'omonimo masuoleo.

Il Mausoleo del Ciaurro è costituito da due livelli, il basamento e il tamburo. Il primo, partendo dal suolo, è a pianta quadrata ed ogni facciata è divisa mediante delle lesene in quattro specchiature, realizzate in opera laterizia; nella parte superiore del basamento, realizzato in opera reticolata, vi sono dei timpani o dei semitimpani posti in cima a ciascuna specchiatura e ancora più in alto vi è un'architrave su cui poggia un fregio e una cornice in cotto.
Il tamburo è circolare, realizzato in opera laterizia e rifinito da cornici sagomate in cotto; la cupola, purtroppo, è stata distrutta dagli agenti atmosferici.

L'interno non è aperto al pubblico, ma è descritto online e da alcuni cartelli sul posto. Appena entrati nel mausoleo da un pianerottolo è possibile salire al livello superiorie o quello inferiore mediante una scala. In quello più basso vi è la camera sepolcrale, voltata a botte, con nicchie semicircolari, nelle quali si aprono delle finestre a bocca di lupo. 
Anche nel piano superiore, vi sono delle nicchie lungo la parete del tamburo, per cui, a giudicare dal numero di nicchie presenti e dalle dimensioni del monumento si suppone che esso fosse destinato ad un intera famiglia.

Il Mausoleo del Ciaurro è stato più volte sepolto, riportato alla luce o destinato a vari usi. Solo negli anni '30 del 1900 l'opera fu definitivamente portata allo scoperto da varie campagne di scavi che si alternarono per circa quarant'anni a lunghi periodi di abbandono; solo negli anni '90, con la costruzione della villa comunale è stato possibile tutelare il monumento.
Dovrebbe essere questo il destino di tutte le opere aventi una valenza storica, culturale o artistica: tutelate a dovere e fruibili dalla comunità.

Dopo un po' di svago e riposo nella villa comunale, io e Antonio ci rimettiamo in marcia e giunti dinanzi al cimitero di Marano, viriamo verso Mugnano di Napoli e, infine, tornati nel territorio di Villaricca, decidiamo di chiudere la sessione dove era cominciata, cioè nei pressi del Lagno. 
La differenza di tragitto e di clima si è sentita e non poco, per cui la due giorni ci ha dato un buon bagaglio di esperienza e ci ha fatto capire dove dobbiamo lavorare, affinchè nessun tragitto sia precluso.