Domenica 23 settembre, ore 9.00, la seconda giornata del Napoli Bike Festival prevedeva un'escursione alla foresta di Cuma, guidata dal gruppo Carbonari Bikers. Io, Francesco (ormai parte integrante del gruppetto corsa-bici) e un Antonio alle prese con l'influenza avevamo intenzione di andare lì, ma avendo solo due caschetti non potevamo prendere tutti parte questa; decidemmo, perciò di andare lì autonomamente.
Radunati al punto di incontro (tutti in orario, nemmeno io ho fatto tardi questa volta), ci incamminammo di buona lena verso la foresta; l'itinerario prevedeva il passaggio per la via Consolare Campana (a Villaricca), via San Nullo (Licola) e al depuratore di Cuma avremmo deciso poi quale strada prendere per raggiungere la meta.
Radunati al punto di incontro (tutti in orario, nemmeno io ho fatto tardi questa volta), ci incamminammo di buona lena verso la foresta; l'itinerario prevedeva il passaggio per la via Consolare Campana (a Villaricca), via San Nullo (Licola) e al depuratore di Cuma avremmo deciso poi quale strada prendere per raggiungere la meta.
La sfortuna e una mia disattenzione, hanno voluto che la mia corsa si fermasse poco prima dell'impianto di depurazione a causa di una foratura della ruota posteriore. Questa volta avevo una camera d'aria di riserva, ma non avevo minimamente pensato che mi servisse anche una chiave inglese da 17 per sostituirla. Dove ci eravamo fermati, non c'era nessuno a cui chiedere qualche utensile, se non qualche gruppo di ciclisti, ma da loro avevamo ricevuto solo risposte gentili; c'era poco da fare, ci toccava tornare indietro e chiedere a qualche esercizio commerciale quello che mi serviva. E fu così che dopo aver chiesto invano una chiave inglese a varie persone, trovammo fortuna all'interno di un supermercato, dove le commesse ce ne diedero una di quelle regolabili.
Riparata la bici alla meglio, essendo ormai le 11.30 ed essendo un po' sfiduciati, optammo per dirigerci verso Villaricca e da lì avremmo deciso il da farsi. Per il caro Antonio, la via del ritorno non fu affatto facile: il suo raffreddore peggiorava vistosamente provocandogli disagi nella respirazione e costringendolo ad un'andatura lentissima. Più volte, lo staccavamo e ci facevamo raggiungere, finchè, giunti a Qualiano varcando il ponte di Surriento, mi accorsi che Francesco aveva una sospetta foratura, rivelatasi tale dopo aver provato a gonfiare nuovamente la ruota.
Fummo costretti a tornare anzi tempo a casa, consci che nonostante tutta la sfortuna che ci aveva colpito, poteva andare anche molto peggio.
Qualche parola, infine, sul Napoli Bike Festival: l'ultima giornata era quella con più itinerari proposti, tra i quali, ricordo quello di Posillipo, del Centro Antico e quello delle Scale di Napoli.
L'iniziativa è stata indubbiamente positiva, spero che ce ne saranno altre e che oltre agli itinerari già praticati, ve ne saranno altri: più ciclismo o mountain biking praticato, meno parlato. Magari l'anno prossimo ci saranno meno parole da spendere, più ruote e più strade pedalabili. Lo spero e spero anche che l'anno prossimo, se ci sarà il Napoli Bike Festival 2013, potrò essere più presente.
Riparata la bici alla meglio, essendo ormai le 11.30 ed essendo un po' sfiduciati, optammo per dirigerci verso Villaricca e da lì avremmo deciso il da farsi. Per il caro Antonio, la via del ritorno non fu affatto facile: il suo raffreddore peggiorava vistosamente provocandogli disagi nella respirazione e costringendolo ad un'andatura lentissima. Più volte, lo staccavamo e ci facevamo raggiungere, finchè, giunti a Qualiano varcando il ponte di Surriento, mi accorsi che Francesco aveva una sospetta foratura, rivelatasi tale dopo aver provato a gonfiare nuovamente la ruota.
Fummo costretti a tornare anzi tempo a casa, consci che nonostante tutta la sfortuna che ci aveva colpito, poteva andare anche molto peggio.
Qualche parola, infine, sul Napoli Bike Festival: l'ultima giornata era quella con più itinerari proposti, tra i quali, ricordo quello di Posillipo, del Centro Antico e quello delle Scale di Napoli.
L'iniziativa è stata indubbiamente positiva, spero che ce ne saranno altre e che oltre agli itinerari già praticati, ve ne saranno altri: più ciclismo o mountain biking praticato, meno parlato. Magari l'anno prossimo ci saranno meno parole da spendere, più ruote e più strade pedalabili. Lo spero e spero anche che l'anno prossimo, se ci sarà il Napoli Bike Festival 2013, potrò essere più presente.