Non vi parlerò di pedalate recenti, nè tanto meno di quelle italiane: vi parlerò di pedalate irlandesi, risalenti al mese di agosto del 2011. Il contesto, più precisamente, è quello dei dieci giorni trascorsi a Dublino: un soggiorno così lungo non era previsto, in quanto si era deciso con alcuni amici di visitare anche altre città della Repubblica d'Irlanda, ma per svariate vicissitudini, a Ciampino solo io ed i miei amici Giorgio e Luca abbiamo varcato il confine.
Mi concentrerò sull'escursione in bicicletta fatta al Phoenix Park, il parco urbano più grande d'Irlanda, secondo in Europa solo al Richmond Park di Londra.
Colui che più ha voluto questa esperienza, però, fu Giorgio, che dopo vari tentativi riuscì a convincerci: non è che fossimo contrari, il fattore che sembrava rendere il tutto proibitivo erano i tipici scrosci di pioggia dell'Irlanda.
Dublino, dopotutto, si addice molto all'utilizzo della bicicletta: il territorio è pianeggiante, le piste ciclabili corrono in parallelo a tutte le strade principali e fornisce un conveniente servizio di bike sharing, chiamato "dublinbikes". Il sistema, in linea di massima, è lo stesso di molte altre capitali europee, tuttavia, essendo il centro di questa non molto esteso, è possibile attraversarlo gratuitamente o pagando pochi centesimi oltre l'acquisto del ticket (la prima mezz'ora è gratuita, il tempo sufficiente per spostarsi da nord a sud o da ovest ad est).
Il servizio, come vi ho appena detto, ha notevoli pregi, tuttavia, non ne usufruimmo, perchè contestualmente all'acquisto del ticket bisogna versare anche 150€ di cauzione, che verranno restituiti solo alcuni gironi dopo: di tempo e denaro non ne avevamo a sufficienza, per cui preferimmo noleggiare delle biciclette in un centro consigliato dal nostro ostello, in modo tale da poter pagare la cauzione in contanti e riaverli indietro una volta restituiti i mezzi (le dublinbikes ve le consiglio lo stesso, se riuscite a pianificare bene le spese).
Scegliemmo delle bici da passeggio ed abituarmi a guidarne una non fu facile, perchè i manicotti del manubrio erano quasi paralleli alla ruota anteriore (non ortogonali) e non erano provviste della ruota libera, per cui non pedalare equivaleva ad azionare il freno posteriore; un'altra novità, per noi, era la guida a sinistra, ma per fortuna, grazie all'ausilio delle piste ciclabili, non fu difficile. Un handicap non trascurabile era rappresentato dal clima: appena saliti in bici, cominciò a piovere con insistenza.
Nonostante le nostre insicurezze, giungemmo sani e salvi alle porte di Phoenix Park e subito ci rendemmo conto dell'immensità di questo: immensi prati verdi, intervallati da aree boschive, dove talvolta si trova il classico laghetto con cigni e anatre. Spesso, non si può tratta nemmeno di semplici prati, ma di campi da calcio, da rugby, hurling o calcio gaelico.
| Immagine presa da Wikipedia |
Dividendo il parco in quattro grandi zona, le prima visitata fu quella sud-est; questa zona si trova su un pendio, infatti, percorremmo lunghi tratti in discesa. Qui non potei fare a meno di notare l'immensa Croce Papale, la quale domina la zona circostante grazie alla sua grandezza; nella mia mente, questa croce era di colore scuro, ma dalle foto reperibili su Wikipedia scopro che questa è bianca.
Proseguendo in questa parte del parco e giunti a valle del pendio vediamo qualcosa che non ci aspettavamo: una colonia di daini selvatici. Ad essere onesti, in quel momento credevamo che quelli fossero cervi e ne avevamo anche un po' di paura perchè non sapevamo se fossero ostili o meno. Dopo vari tentennamenti, il più impavido fra noi, Giorgio, si fece strada e poco dopo lo seguimmo, rinfrancati dall'incuranza dei daini. Nel frattempo la pioggia era cessata e, fortunatamente, quel giorno non sarebbe più scesa.
Giungemmo poi al Magazine Fort, un vecchio arsenale dell'esercito irlandese, non accessibile al pubblico per ragioni strutturali.
Da lì, scendemmo ancora e puntammo il Wellington Monument, il vero dominatore del parco: l'obelisco è alto 62m ed è visibile da numerose zone del parco. È il più grande d'Europa e, secondo il progetto originario, doveva essere ancora più grande; per mancanza di fondi, si optò per un obelisco meno alto e per decorazioni circostanti più scarno e fu terminato dopo oltre quaranta anni di lavori. Il monumeno fu costruito in onore del Duca di Wellington, il generale artefice della definitiva sconfitta di Napoleone a Waterloo. Sul basamento di questo, sono incastonate quattro placche di bronzo, ottenuto dalla fusione di cannoni francesi conquistati durante la suddetta battaglia.
Giunti qui, ne approfittammo per fare nuovamente pausa e io ne approfittai per scattare anche qualche foto. I miei amici ripresero per primi la bici e pochi minuti dopo, mi dissero di fare attenzione alle schegge di vetro sul terreno; qualche momento più tardi, Luca mi disse che Giorgio aveva forato. C'era poco da fare, il mezzo andava riparato, per cui tornammo insieme verso l'ingresso di Phoenix Park dove le nostre strade si separarono momentaneamente: Giorgio andò a cambiare la bici, mentre noi continuammo a visitare il parco.
Passammo alla zona nord-orientale del parco, iniziando dalla parte boschiva, per poi spostarci su una stradina parallela a quella principale; dopo aver pedalato abbastanza vedemmo in lontananza la residenza del Presidente della Repubblica Irlandese, l'Áras an Uachtaráin. Questa residenza fu progettata dal guardaboschi del parco alla fine del XVIII secolo ed è stata residenza di vari capi di stato dell'Irlanda. Nella prima metà del XX secolo doveva essere demolita, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale lo evitò; una volta terminata si decise di restaurarla, perchè ormai nell'immaginario collettivo la residenza presidenziale era l'Áras an Uachtaráin.
Poco dopo, Giorgio si mise in contatto con noi e lo raggiungemmo allo Zoo di Dublino; non lo visitammo per questioni di tempo, ma questa è una delle principali attrazioni del parco in quanto ospita esemplari di numerose specie animali. Gironzolammo ancora per un po', poi andammo a restituire le bici; a conti fatti, abbiamo visto solo metà parco.
Nel raccontare questa giornata, ovviamente vengo colpito da tanta nostalgia, Dublino è un posto che mi è rimasto nel cuore e spero di poter ritornarci presto, magari provando a fare il viaggio programmato inizialmente e soprattutto con una maggiore presenza della bicicletta.
Ora, inoltre, ricordando tutto quello che è successo a Phoenix Park e le recenti uscite in bici nei dintorni di Napoli, ancora non mi capacito di come accadano spesso noie alla bicicletta. Sia che ci si muova da soli, sia che ci si muova in gruppo, bisognerebbe sempre avere numerosi pezzi di ricambio e gli utensili per sostituirli. Addio equipaggiamenti scarni, siano benedette tutte le auto ammiraglia dei grandi giri !
Informazioni
dublinbikes - In questo sito troverete tutte le informazioni dettagliate e potrete comprare un ticket per il sistema di bike sharing di Dublino. Lo consiglio a chi ha in programma di stare qualche giorno nella capitale.
Sono andata due volte a questo parco e non ho mai visto daini, sono molto molto gelosa !!!
RispondiElimina