Translate

lunedì 3 settembre 2012

Dieci giorni di vacanza - Napoli & dintorni

Ciao a tutti !!
Ancora una volta qui a parlarvi di vacanze, ancora quelle in compagnia di Anaïs, ma questa volta mete differenti (e più vicine). Il secondo capitolo delle nostre vacanze si è svolto fra Napoli e dintorni, con un occhio di riguardo ai Campi Flegrei.

Il primo giorno (o meglio pomeriggio), ancora stanchi dopo la 5 giorni romana, siamo andati al Parco Virgiliano di Napoli, un po' come a dare un assaggio ad Anaïs di quello che ci aspettava nei giorni seguenti. Oltre questo, volevo mostrarle la Gaiola, ma per sbaglio mi sono trovato a Marechiaro: poco male, nonostante oggi vi siano ristoranti costosi e le case siano valutate due occhi della testa (ci metto la mano sul fuoco), si ha ancora l'idea di stare un borgo di pescatori dal quale si può ammirare l'imponenza del Vesuvio e le asperità della penisola sorrentina. Il caos e la frenesia della città sembravano lontani, forse perchè chi era in città si preparava a cenare, forse perchè le persone erano in numero inferiore o forse perchè le scogliere di Posillipo ti isolano.


Il giorno seguente siamo andati a Procida. Arrivare qui non è stato facile, perchè giunti al porto di Napoli, precisamente al molo Beverello, siamo stati dirottati al molo Calata Porta di Massa, perchè da qui partono i traghetti per le isole; dopo aver constatato che bisognava attendere delle ore, torniamo al molo Beverello per prendere un aliscafo.
Arrivati sull'isola, il benvenuto è diverso da quello ricevuro in altre isole campane (Capri su tutte): è molto più tranquillo ed anche qui si ha la sensazione di trovarsi in un borgo di pescatori e marinai, ma questa volta è una cosa ben giustificata.
Non potendo pernottare, oltre ad aver passato il pomeriggio alla spiaggia della Chiaia abbiamo visto poco altro; l'idea che m'è venuta in mente è di ritornarci presto, magari con la bicicletta, per poter raggiungere tutti i punti dell'isola.


L'ultimo giorno a disposizione, invece, abbiamo visitato il Parco Archeologico di Cuma. Ero stato lì solo una volta prima di quest'estate, all'epoca delle scuole elementari e lo ricordavo diveramente: i reperti, ovviamente quelli non sono cambiati, ma non ricordavo che fossero immersi nella rigogliosa foresta di Cuma. Quando abbiamo visitato gli scavi, inoltre, c'era pochissima gente, per cui il camminare nel silenzio rotto solo dal fruscio degli alberi e dal suono delle onde del mare mi offriva uno stato di pace interiore. Oltre a ciò, non bisogna dimenticare che il sito offre la possibilità di osservare i pochi resti dell'antica colonia greca e dai quali sono osservabili anche modifiche di epoca romana e medievale. 
Non avendo molto tempo, non siamo riusciti a visitare il foro romano di Cuma, ma ci siamo diretti verso Baia, raggiungendo il faro di Capo Miseno.
Allo stesso modo di Procida, non mi dispiacerebbe seguire un itinerario (da me preparato ovviamente) all'interno dei Campi Flegrei; non ho ancora nulla di pronto e non so se sono o quando sarò in grado di sostenere itinerari più lunghi, ma stiamo lavorando su ambo i fronti.


Alla prossima avventura,
Oreste.

Nessun commento:

Posta un commento